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Diario di viaggio: Scrinayò ai Lagoni di Mercurago

14 maggio 2022 Arona (Novara)


L’appuntamento con Scrinayò è fissato per il pomeriggio alle 15, ma il nostro team, composto dal sottoscritto, da Enrica e i nostri rispettivi compagni Stefano e Stefania, decide di raggiungere la meta sin dal mattino.

Ed è proprio qui nel Parco dei Lagoni di Mercurago, a poca distanza da Arona e dal lago Maggiore, che iniziamo un ultimo sopralluogo, allietati da una temperatura frizzante corroborata dal temporale mattutino che ha lasciato tra i fili d’erba gocce d’acqua destinate ad asciugarsi.

Con Enrica muoviamo i nostri passi entrando nel bosco, alla ricerca di alcuni elementi utili all’incontro pomeridiano: tronchi, prati, alberi vetusti ed altri caduti da usare come sedute per la parte finale di Scrinayò.

Scrinayò ai Lagoni di Mercurago (ph. Stefano Cipriani)


Ma non vogliamo svelarvi troppo.

Poco prima dell’una, dopo aver scelto il luogo del nostro viaggio esperienziale da condividere con i partecipanti, ci dirigiamo ad Arona per una sfiziosa sosta pranzo, allietata da un venticello fresco che tonifica la nostra attesa.

La giornata sarà lunga e prodiga di incontri ed emozioni.

Da lì a poco avremo la possibilità di condurre nel bosco le persone che hanno scelto di lasciarsi guidare nel percorso di Scrinayò, ma non dimentichiamo che a seguire abbiamo appuntamento alle 18 nella suggestiva e bellissima libreria indipendente La stanza di Vincent (dell’amico di vecchia data Ivano Castelli), dove presenteremo il nostro quaderno di meditazione e scrittura nel bosco.

La giornata prevede poi l’epilogo con un’uscita notturna che replica il grande successo del 2020, ed anche quest’anno abbiamo fatto sold-out con 60 iscritti.

Ma procediamo seguendo l’ordine dettato dal tempo.

Eraclito lo definiva così: “Il tempo è un bambino che gioca, che muove le pedine; di un bambino è il regno”, ma Scrinayò ti porta fuori dalla dimensione temporale, alla riscoperta di emozioni nascoste tra le pieghe del nostro io.

Alle 14.50 raggiungiamo il parcheggio e alcuni dei partecipanti sono già sul posto, pronti a intraprendere questo emozionante viaggio sulle tracce di Scrinayò.

Io ed Enrica ci presentiamo al gruppo e nel frattempo ci raggiunge anche Ivan, guardiaparco di questo meraviglioso scrigno di natura: siamo una dozzina di persone.

Si parte... (ph. Stefano Cipriani)

L'importanza della concentrazione e del respiro in un viaggio di Scrinayò (ph. Stefano Cipriani)


Partiamo per il nostro percorso che inizia con la lettura di una storia zen, che invita a svuotare la mente, per essere pronti e ricettivi ad accogliere quello che il bosco e il viaggio si appresta a donarci come energia ed emozioni.

Del resto le nostre parole chiave scelte come indicatori ed impresse sulla t-shirt, sono creatività, rispetto, empatia e passione.

CREP Creatività Passione Rispetto Empatia (ph. Stefano Cipriani)


Proprio dal rispetto partiamo, poiché entrando in un bosco ci confrontiamo con noi stessi, con i nostri pensieri, come le nostre ansie certi del potete terapico degli alberi ma entriamo in luogo ove gli equilibri della natura, delle stagioni devono essere rispettati.

La silvoterapia, che i giapponesi chiamano Shinrin-yoku e gli anglofoni forest bathing, altro non è che un percorso rigenerante in un luogo circondati dalle piante, essere viventi, che respirano, crescono, cambiano forma proprio come noi.

Immersi nella natura (ph. Stefano Cipriani)


Scrinayò è un percorso originale, inedito nella sua estensione, da provare e vivere a fondo, dove il respiro è parte importante del nostro viaggio ai Lagoni.

Enrica ci propone alcune modalità che portano l’attenzione su come prendere coscienza dell’importanza del nostro respiro, anche usando alcune tecniche legate allo yoga, accompagnata dall’inebriante fragranza del palo santo.

Ma poiché ci troviamo nel bosco, il nostro cammino tra i fili d’erba, le foglie secche, i tronchi caduti nelle parti più vecchie del bosco conducono sulle tracce di presenza di alcuni animali con i quali noi uomini abbiamo alcuni aspetti comune. Le texture della natura, i colori e le sue sfumature sono un passaggio verso le sensazioni che può sprigionare Scrinayò, facendo emergere la nostra sensibilità.

Il Picchio rosso e il suo tambureggiamento è motivo di approfondimento naturalistico, attraverso i meandri di un parallelismo sorprendente tra il nostro corpo e la comunicazione vocale degli uccelli.



Marco illustra sorprendenti ed empatiche alchimie nei suoni della natura (ph. Stefano Cipriani)


Dopo oltre un’ora e mezza passata nel bosco, tra respirazione guidata, pensieri e letture, arriviamo all’abbraccio degli alberi, per sfiorarli ed assorbire la loro energia, in un vigorosa stretta sincera e fedele.



Ci dirigiamo poi verso un altro angolo di questo bosco.

I Lagoni sono pronti ora a svelarci un altro passaggio di questa esperienza.

Dopo un’altra breve lettura di Enrica, fonte d’ispirazione sotto una grande e secolare quercia, raggiungiamo un luogo che favorisce la fluidità dei nostri pensieri.

Il senso è di abitare il bosco, qui ed ora.

I partecipanti si apprestano a vivere la parte finale del percorso che dà loro modo di esprimere la creatività, stimolata dalle esperienze di questo viaggio.

Un percorso di scrittura con penne stilografiche, scelte dai partecipanti ed eseguito sul quaderno di meditazione e scrittura nel bosco, offerto in regalo da Scrinayò ad ogni partecipante.

Uno strumento unico, esclusivo che consente alle persone di aprire un dialogo con se stessi. Scioglie i freni alla libertà creativa e lascia fluire quello che è dentro di noi attraverso pensieri scritti o disegni…



Il proprio posto nella foresta per scrivere e liberare le emozioni (ph. Stefano Cipriani)


Al termine, nonostante la scrittura sul quaderno sia assolutamente personale e privata, due ragazze decidono di condividere le loro ispirazioni emozionando tutti noi.

La condivisione delle parole scritte lasciate dall'inchiostro sulla carta non è assolutamente richiesta, ma quello è certo che la condivisione di questo viaggio è utile a rompere le barriere anche per i più timidi.

L’emozione abbraccia ogni partecipante.

Anche Ivan, che doveva solo accompagnarci, ha partecipato con interesse rimanendo sorpreso piacevolmente e coinvolto emotivamente da questa esperienza.

Io ed Enrica ringraziamo ogni singolo partecipante per questo incredibile viaggio nel cuore di questo parco.

Abbiamo percepito avvolgente la stretta della cintura verde di meravigliosi alberi presenti e assaporato tutta l’empatia che si è venuta a creare nel gruppo.


Nel pomeriggio Scrinayò aveva previsto una seconda tappa.

Alle 17.30 siamo tornati ad Arona per un appuntamento speciale presso la bella libreria La stanza di Vincent.

Alle 18 abbiamo presentato al pubblico il nostro quaderno di meditazione e scrittura, circondati da splendidi quadri, non a caso raffiguranti le betulle che richiamavano il bosco.


Marco sta per presentare il Quaderno di meditazione e scrittura nel Bosco alla Libreria La stanza di Vincent (ph. Stefano Cipriani)


Ed è qui che dopo un’introduzione sulla scrittura a mano e i suoi benefici diretti comprovati dalla scienza (vi sono innumerevoli studi che dimostrano la valenza di crescita della concentrazione e della creatività nell’uso delle stilografiche) abbiamo mostrato al pubblico l’evoluzione delle penne.

Partendo dalle penne remiganti degli uccelli, usate per intinzione nei calamai due secoli fa, siamo arrivati alle penne stilografiche tra inchiostri, pennini e oggetti di scrittura legati alla cultura delle civiltà del nostro pianeta.

Un ulteriore approfondimento lo ha poi fatto Enrica spiegando la costruzione del quaderno che è diviso in due parti: una per la meditazione e una per la scrittura.

Un quaderno pensato per la scrittura emotiva.


Marco ed Enrica durante la presentazione (ph. Stefano Cipriani)

Enrica, Marco e Ivano de La stanza di Vincent (ph. Stefano Cipriani)

Poco prima della presentazione

Un quaderno da usare nei boschi, da conservare, ma anche da leggere poiché è costruito con alcuni pensieri, scritti da me ed Enrica, per aiutare ed ispirare coloro meno avvezzi al gesto dello scrivere.


Strumenti per scrittura... Matita grande ... grande scrittore? fosse così facile !


Al termine di questo incontro rigenerante, era necessaria una pausa altrettanto lieta con una pizza per poi affrontare l’ultima parte della giornata.


Enrica e Stefania

Marco e Stefano


Tornati all’ingresso del Parco dei Lagoni siamo pronti per l’uscita notturna, prevista per le ore 21, dove abbiamo raggiunto l’adesione di oltre 60 persone, che ringraziamo per l’entusiastico coinvolgimento.


Dopo una chiacchierata introduttiva sul mondo dei notturni, sull’etica dell’approccio al metodo del playback che serve a contattare i rapaci, ci siamo addentrati nel sentiero del parco, illuminato unicamente dalla luna.

Ivan il guardiaparco ci ha spiegato la genesi del parco, l’estensione e il carattere della natura presente.

In pieno rispetto della sacralità dell’ambiente, che ci ha accolto con l’ovattato silenzio dell’oscurità che nasconde ai nostri occhi un popolo della notte davvero sorprendente, abbiamo lanciato i primi richiami e dopo un paio di minuti gli allocchi ci hanno regalato l’emozione dell’avvistamento…


L'allocco il grande protagonista della serata


Come accaduto nel 2020, anche questa volta il Parco dei Lagoni ci ha regalato emozioni incredibili, con diversi allocchi maschi e femmina che si sono mostrati in volo, posati e soprattuto ci hanno letteralmente circondato con i loro canti.

Emozioni davvero forti per i partecipanti, compresi i più piccoli.

Il rospo comune ospite inatteso della serata


Poiché il bosco è ricco di Lagoni (stagni) la presenza delle zone umide, forse anche in virtù della pioggia del mattino, ha favorito lo spostamento di numerosissimi rospi comuni (avvistati a decine).

Ivan con cura ha spostato prima del nostro passaggio questi simpatici anfibi salterini, per evitare che fossero schiacciati. Con grande emozione dei partecipanti, abbiamo persino avvistato una rarità: due individui di rana di Lataste.

L’avventura si conclude poco prima di mezzanotte, e tutti fanno rientro alle loro case, arricchiti da nuove emozioni da raccontare.


Abbiamo pensato di ricordare questa bellissima esperienza di immersione nella Natura, con una narrazione fedele allo spirito che anima Scrinayò, con l’auspicio di riuscire trasmettervi un po’ della magia che ha animato tutta la giornata.


Grazie vi aspettiamo per il prossimo viaggio.


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